7.5.11

Marché des Enfants Rouges, Paris




















Le 3e arrondissement di Parigi festeggia i 10 anni della riapertura du Marché des Enfants Rouges!
Creato nel 1615, il mercato più vecchio di Parigi, deve il suo nome al colore dell’uniforme dei giovani ospiti dell’orfanotrofio, fondato da Margherita di Navarra nel 1534.
Ceduto alla città di Parigi nel 1912 è considerato monumento storico dal 1982.
Cinque secoli dopo la sua creazione, questo mercato, è diventato il cuore pulsante della vita del quartiere ed i suoi abitanti lo chiamano “la piazza del villaggio”.
Chiuso per sei anni e riaperto nel novembre del 2000, questo spazio copertro di 2000mq, ha riscoperto la sua vocazione grazie all’ostinata volontà degli abitanti del quartiere ed al sostegno di tutta l’equipe comunale riunita intorno al presidente del 3e arrondissemet, Monsieur Pierre Aidenbaum, che nel 1995 si oppose all’abbattimento di questa struttura.
Testo a cura del comune del 3e arrondissement
Tutte le foto del mercato




















10 ans du Marché des Enfantes Rouges
 
Créé en 1615, le plus vieux marchè de paris, doit son nom à la couleur de l’uniforme des jeunes pensionnaire de l’orphelinat, créé par Marguerite de Navarre en 1534.
Cedé à la Ville de Paris en 1912 et inscrit à l’inventaire de Monuments historiques en 1982, ce marché est devenu, cinq siècles plus tard, le cœur vibrant de la vie du quartier, « la place du village », comme l’appellent les habitants.
Fermé six ans et rouvert en novembre 2000, cet espace de 2000 m² n’a recouvré sa vocation première que grâce à la volonté opiniâtre des habitants et au soutien de toute l’équipe municipale, réunie autour de Pierre Aidenbaum, qui s’était opposé en 1995 à sa destruction.

Texte par la Mairie du 3e arrondissement
Toutes les photos du Marché des Enfants Rouges































12.4.11

La Mortella - Myrtus communis

In cucina uso moltissimo le piante aromatiche della macchia mediterranea.
Nelle mie ricette sono sempre presenti basilico, prezzemolo, capperi, sedano, rosmarino, maggiorana, origano fresco, finocchietto, salvia, alloro, ruchetta, menta, mirto e lentisco in quantità più che raccomandabili!
Una pianta verso cui nutro un'attrazione fortissima è il mirto.
L'ho conosciuto in Sardegna ed è stata per me una scoperta entusiasmante, l'ho cercato e trovato a Barjac e ne sono stato poi travolto ad Ischia.
L'isola d'Ischia è talmente ricca di questo arbusto spontaneo che con il suo nome Lady Susana Walton ha chiamato i sui splendidi "Giardini La Mortella" www.lamortella.org ed il comune di Ischia gli ha dedicato la sua "Pineta Mirtina".
Personalmente utilizzo i suoi rami per fare degli spiedini di carne di maiale ma anche per aromatizzare il pollo, il cosciotto d'agnello ed il coniglio nonché tutti i pesci da grigliare.
Infine potete ottenere una bevanda balsamica, dal gusto gradevolissimo, ponendo poche foglioline di mirto nella teiera insieme alla solita miscela di tè.
Questo post è stato già pubblicato quì il 2 marzo 2009

INFO

26.3.11

Francesco Tramontano per William Kentridge, Galleria Lia Rumma - Milano 7-20 marzo 2011

E’ stato veramente un onore enorme cucinare per William Kentridge, artista, regista e scenografo di importanza mondiale.
Uno dei momenti più emozionanti di questi giorni è stato quando William Kentridge, dopo la sua performance (I am not me, the horse is not mine) alla Galleria Lia Rumma di Milano, mi ha presentato il padre Sir Sydney Kentridge, membro del Nelson Mandela's legal team.






























































































































































indice attività

14.1.11

pasticcini di pasta frolla e cotognata

Io continuo per la mia strada, rendendovi partecipi di quanto siano buone le cose semplici! Pasta frolla, cotognata, mandorle e niente di più per questi pasticcini il cui sapore ricorda il nostro sud… Lecce e i suoi magnifici pasticciotti!

A volte mi chiedo come sia possibile che queste mele così brutte, impossibile da mangiare, dure da poterle usare solo per colpire un bersaglio, possano poi trasformarsi in una gioia della vita che ci riporta indietro nel tempo con quel sapore così antico.
Da bambino, quando le famigerate merendine erano per nostra fortuna bandite dalla dieta di noi bimbi, zia Carla mi preparava questi dolcetti che io nascondevo per combattere la voglia di mangiarli tutti e subito. Lunedì scorso, prima di rientrare da Taranto, mentre salutavo i miei amici Tiziana mi ha regalato una scatola piena di cotognata fatta da lei.
Quando ho aperto la scatola, non ho avuto dubbi, ho subito pensato che il prima possibile avrei dovuto provare a fare i pasticcini di zia Carla e così è stato! Per preparare circa 40 pasticcini iniziate con la pasta frolla:
Setacciare insieme 200gr farina, un pizzico di sale e la punta di un cucchiaino da caffè di ammoniaca in polvere poi aggiungere 70gr di zucchero. Lavorare, molto velocemente, il secco con 100gr di burro (pezzetti piccoli) a temperatura ambiente e 2 rossi d’uovo leggermente sbattuti. Coprire la pasta e farla riposare almeno 30 minuti al fresco ma NON IN FRIGORIFERO!
Trascorso il tempo di riposo, stendere l’impasto in forma rettangolare e farcire con la cotognata ripiegando la sfoglia di pasta su se stessa in modo da ottenere un tronchetto. Spennellare la superfice del tronchetto con il bianco dell’uovo, far aderire le mandorle e finire con un po’ di zucchero semolato. Infornare a 150° per 15 minuti poi tagliare il tronchetto in tanti pasticcini e far cuocere ancora 5 minuti. Far raffreddare completamente e mangiare.
La cotognata Tiziana è stata preparata con la ricetta di Palma D’Onofrio tratta dal suo libro   SOS CUOC@ edito da Sonzogno.



22.12.10

la fantastica torta di mele!

Claudia, Ischia, cannella, torta di mele, scorzette d’arancio candite, noci,
pinoli, uvetta, rum, muscovado, tabacco, liquirizia, Natale, Erna, Advent time, Apfelbrot…
Sono le parole chiave di questa ricetta!





















Ricordi di persone, sapori, profumi, atmosfere tutto racchiuso in una semplicissima torta di mele dal sapore speciale che ri-nasce per caso in un pomeriggio di fine ottobre quando Claudia arriva in cucina con la ricetta della zia!
In verità ho starvolto quella ricetta cambiando il taglio delle mele, aggiungendo le noci e sostituendo lo zucchero di canna con il Muscovado che con il suo profumo di tabacco e liquerizia rende semplicemente fantastico questo dolce!



muscovado sugar























dose per uno stampo di 26cm:
300gr farina
200gr muscovado
120gr burro
3 uova intere
Rum
1 cucchiaino da caffè colmo di cannella in polvere
1 bustina di lievito
5 mele
la buccia di un limone, grattugiata non troppo sottile
1/2 cucchiaino di sale fino
2 cucchiai colmi di uva passa
2 cucchiai colmi di pinoli
2 cucchiai di scorzetta d’arancia candita
10 noci
Miele di fiori d’arancio qb

Tagliare le mele a cubetti e condirle con il succo di un limone.
In una ciotola mettere a macerare in almeno mezzo bicchiere di rum l’uvetta, i pinoli, le noci e la scorzetta d’arancia.
Montare le uova intere con lo zucchero, ed il sale.
Aggiungere la farina, il lievito, il burro a temperatura ambiente, la cannella, la buccia di limone, metà del totale di uvetta, pinoli, noci e dell’arancia candita, il rum della marinatura e la metà delle mele.
Versare l’impasto in uno stampo a cerniera di 26cm precedentemente imburrato ed infarinato, ricoprire con il resto dell’uvetta, dei pinoli, delle noci e dell’arancia e finire con le mele.
Infornare a 160° per almeno un’ora.
Dopo aver verificato la cottura con uno stecchino di legno sformare il dolce e cospargerlo di miele di fiori d’arancio.
Questa torta si può gustare a colazione ma anche come aperitivo, accompagnata da un formaggio semi stagionato e da un bicchiere di vino rosso, o come dessert servito con della chantilly o della panna acida.
Se volete servire il dolce accompagnato dalla panna acida, montate con un frullino 250ml di crema di latte, incorporate a mano un vasetto di yogurt bianco intero e finite con miele e scorzette fresche di mandarino.

buon natale _ happy christmas _ joyeux noël _ francesco